Il corvo quale animale simbolico e alchemico

Il corvo quale animale simbolico e alchemico

Citrinitas, l’opera al giallo, fase che spesso non viene menzionata come a sé stante, ma inclusa nella Rubedo. In antichità si credeva che il pellicano si squarciasse il petto per far cibare delle sue stesse carni e del suo stesso sangue i suoi piccoli. Per tale ragione è divenuto l’emblema del sacrificio disinteressato, dell’abnegazione, della solidarietà.

        Il pavone rappresenta lo stadio intermedio fra due fasi consecutive della Grande Opera. È il simbolo «del potere di trasmutazione». Alle volte è sostituito nelle rappresentazioni iconografiche dal basilisco, un gallo con la coda di un serpente oppure un serpente con le ali di un gallo. In alchimia il basilisco è il simbolo del fuoco che trasforma la materia.

        Il cigno è l’emblema dell’Acqua Mercuriale che ha il potere di purificare. Rappresenta l’Albedo, l’opera al bianco. Il cigno è l’immagine della materia riunita (coagula) in una composizione di natura migliore se paragonata alla composizione della materia prima originaria sciolta (solve) nelle prime fasi dell’opera alchemica. Il bianco è il colore degli iniziati che hanno superato la prova del buio attraversando l’oscurità e lasciandosi il nero dietro di sé.

        Per quanto il colore nero evochi la morte e sia per tale ragione considerato un colore infausto, la tradizione alchemica lo collega alla promessa di una rinascita spirituale. È il colore della terra fertile che accoglie il seme che per portare frutto deve morire; è il colore della profondità della caverna, tempio presso il quale avvengono la «seconda nascita» (morte al mondo profano) e la «terza nascita» (morte dell’iniziato e resurrezione dell’adepto1); è il colore del piumaggio del corvo.

        Il corvo – come abbiamo già scritto – rappresenta la Nigredo, l’opera al nero. Per gli alchimisti caput corvi (Vedi immagine) e Nigredo sono sinonimi2. Nel lessico degli alchimisti con la parola “corvo” è indicato il Sale e con “corvo nero” il recipiente chiuso all’interno del quale avvengono le reazioni chimiche e che trattiene, perché non vadano disperse, le sostanze volatili separate dal corpo che deve morire e rinascere purificato. Il Sale è la materia che ha subito, per essere purgata, la calcinazione cioè il riscaldamento ad elevatissima temperatura. Il “corvo di Ermete” – la rinascita – si ottiene dopo la