Il corvo quale animale simbolico e alchemico

Il corvo quale animale simbolico e alchemico

primo stadio della Grande Opera. Il decapitato – il caput mortuum – altro non potrebbe essere che la resa iconografica della nigredo.

        Trascorsi quaranta giorni non è più il tempo di procrastinare; occorre agire. Chi dice cras, cras (domani, domani) fa come il corvo: se ne va e addio (S. Agostino, Discorso 224). Così come il Caravaggio ha scelto Golia di Gath, molto spesso gli alchimisti hanno scelto il corvo e hanno scritto del caput corvi per rappresentare la Nigredo.

        Usualmente i volatili sono, nelle arti figurative e letterarie, allegorie del desiderio di elevazione; sono espressione della ricerca di un equilibrio tra materialità e immaterialità – corpo e anima –; sono il simbolo della spiritualizzazione della natura terrena dell’uomo attraverso la ricerca del divino. Non è un caso che l’animale del tetramorfo associato all’evangelista Giovanni, autore del vangelo – tra i quattro del canone – in cui più degli altri sono stati esplorati gli aspetti teologici dell’incarnazione del Cristo, sia un’aquila. Per i cristiani San Giovanni1, con il prologo del Logos, ha indirizzato lo sguardo della comunità verso la luce del divino2 e fu capace, come si riteneva che potesse fare l’aquila, di osservare questo sole senza rimanere accecato dal suo splendore. Per la tradizione esoterica l’aquila è il simbolo della sublimazione della divinità, opera che si compie allorquando è generata la vita spirituale attraverso il Logos. È dunque il simbolo della rigenerazione spirituale come la fenice, il quinto – l’ultimo, ma non il meno rilevante – tra i volatili cari all’alchimia (Vedi immagine).

        La fenice è il simbolo della vittoria della vita sulla morte. Rappresenta la Rubedo, l’opera al rosso, la fase finale della Grande Opera che consiste nel ridurre in cenere la materia purificata che dalle medesime ceneri riappare ricostituita. Mascolino e femminino, anima e corpo, sole e luna sono uniti nel Rebis – l’androgino alchemico -. Spesso è raffigurata come un’aquila che protegge sotto le sue ali gli elementi Fuoco e Aria.

        Il pellicano nell’alchimia cristiana ha molti punti in comune con la fenice. Se la fenice è il simbolo della natura divina di Cristo (poiché risorge dalla morte) il pellicano è il simbolo della sua natura umana (poiché si offre in sacrificio). Rappresenta la