Il corvo quale animale simbolico e alchemico

Il corvo quale animale simbolico e alchemico

        Il corvo assume un ruolo simbolico particolare nella Bibbia. Esso, infatti, è uno degli animali salvati da Noè prima del Diluvio ed è proprio a questo uccello che il patriarca attribuisce l’ingrato compito di uscire dalla sicurezza rappresentata dalla barca per percorrere le terre sommerse al fine di segnalargli la fine delle piogge e l’emersione delle nuove terre. Anche in questo caso, l’uccello viene liberato all’alba perché possa tornare la sera da Noè a riferire, fino a quando un giorno non esso torna più. Il suo mancato rientro serale viene letto come il segnale del ritiro progressivo delle acque che fanno progressivamente emergere i corpi degli annegati, offrendo al corvo un orrido pasto alternativo alle frugalità dell’Arca. A quel punto, il compito di messaggero passerà alla colomba, la quale la quale – finalmente – tornerà all’Arca recando nel becco un ramoscello d’ulivo, simbolo nel contempo della pace fatta tra l’uomo e la divinità e della nuova vita che si affaccia dopo il Diluvio.

        È appena il caso di segnalare come anche nel racconto della Bibbia vi sia una trasmutazione di stato, questa volta dal nero al bianco, eguale ed opposta al racconto di Apollo e Coronide.

        Il ruolo del corvo nella simbologia, tuttavia, non si esaurisce semplicemente con la funzione di messaggero, di medium tra la realtà sensibile e l’ultraterreno bensì esso assume in talune tradizioni anche la più grande funzione di creatore di mondi. Il corvo, infatti, per l’intero arco delle popolazioni stanziate lungo l’Oceano Pacifico Settentrionale, dalla Siberia fino al Messico assume il connotato del trickster o imbroglione divino. Il trickster è un personaggio, presente nella tradizione e/o nella mitologia di tutti i popoli del mondo, uomo/donna/dio/animale antropomorfo che, abile nell’imbroglio e caratterizzato da una condotta amorale, con i suoi trucchi ed inganni mette in moto cambiamenti imprevedibili nel mondo. È un dio che crea ma anche distrugge, che, mosso da cupidigia, curiosità, cattiveria o semplice noia, partecipa della creazione del mondo sensibile oppure fa sì che esso venga distrutto e sorga una nuova realtà. Questa figura liminare ed ambigua è dunque il motore inconsapevole ed inconoscibile del ciclo della vita e della morte del Mondo intero.