Dagli angeli del Caravaggio all’androgino alchemico

Dagli angeli del Caravaggio all’androgino alchemico

in mano una squadra e la parte maschile regge un compasso (Vedi immagine).

        Il drago è allegoria dell’unione degli aspetti volatili e fissi della materia: è assimilato all’aurum non vulgi, come il leone e quindi come l’unicorno («perché quest’animale è, come il leone, forte, selvaggio e crudele» ed «è per questa ragione – dice Andreas Baccius – che in Francia e in Italia si è chiamato quest’animale liocorno, termine che deriva palesemente da lion»1). Il glifo del drago2 si presta a molteplici interpretazioni; tra tutte: racchiude in sé l’aspetto simbolico del caduceo che è il garante dell’equilibrio tra le polarità opposte; rappresenta il nemico da sconfiggere che intralcia il cammino dell’eroe e impedisce il raggiungimento della meta; raffigura il mostro che ingoia e poi vomita l’eroe dopo averne tramutata la natura, spesso purificandone l’anima, come avviene per le catabasi.

        Il Rebis che si erge sul drago è l’iniziato che ha trovato l’equilibrio tra anima e corpo, che ha compiuto il suo cammino di purificazione risalendo dagli inferi per rivedere ancora la luce, che ha conosciuto la parte più intima e oscura di sé e l’ha accettata pienamente. La squadra in mano alla parte femminile ha forma di L ed esprime attività e dinamismo per l’osservatore superficiale che non bada all’insieme e non considera il compasso in mano alla parte maschile; in verità individua la componente passiva3. «Il compasso aperto a 45° indica che la materia non è completamente dominata»4 per chi osserva senza riflettere, ma con mente razionale si intuisce che un’apertura più ampia avvicinerebbe lo strumento a somigliare alla squadra e quello che potrebbe sembrare un giusto bilanciamento con squadra e compasso entrambi con angoli di 90° sarebbe invece sintomo della netta preminenza della materia, cosa impossibile dal momento che il Rebis è di per sé emblema di equilibrio. Bisogna comprendere che l’androgino non è la mera unione di due nature opposte e complementari, ma una nuova forma composta da due nature opposte che