Dagli angeli del Caravaggio all’androgino alchemico

Dagli angeli del Caravaggio all’androgino alchemico

con sulle spalle l’animale, si imbatte in Apollo e in Artemide. Quest’ultima, incollerita, vorrebbe privare Eracle della sua preda, ma ascoltate le ragioni dietro alle azioni del semidio i due gemelli gli consentono di portare a compimento il suo lavoro a patto che la cerva venga mantenuta in vita e poi lasciata libera da Euristeo una volta avuta prova della riuscita dell’impresa.

        La cerva benedetta da Artemide rappresenta la Sapienza che l’iniziato deve instancabilmente rincorrere per ottenere di averla; essa ha gli zoccoli di bronzo (metallo divino) che per quanto isoli l’animale dal contatto con il terreno (terreità profana) per il peso la tiene «assoggettata alla terra»1, ma ha anche un corno d’oro che la proietta verso la volta celeste facendola protendere verso una dimensione superiore. Il lungo inseguimento di Eracle è l’esempio lampante della difficoltà dell’uomo di raggiungere la Sapienza. Il corno d’oro e gli zoccoli di bronzo fanno dell’animale la sintesi simbolica delle azioni trasformanti di Sole e Luna; è una sorta di coniunctio oppositorum2 e quindi immagine dello Spirito. L’uomo, come la cerva, è legato alla sua terreità dalla forza lunare, ma ha in sé anche la forza solare; l’interazione consapevole fra le due forze è azione creatrice. L’uomo deve prendere coscienza della sua forza solare sopita e riscoprire le sue potenzialità lavorando su se stesso. Il mito di Eracle e la cerva insegna che il raggiungimento della desiderata elevazione spirituale passa attraverso la realizzazione della sintesi degli opposti e dalla difesa – «con intelligenza ed astuzia verso l’azione di quegli stessi elementi (Sole – Luna) a lungo inseguiti e finalmente catturati»3 – dei risultati conseguiti che sono, difatti, volatili. Eracle deve convincere l’irata Artemide della necessarietà delle sue azioni, altrimenti questa potrebbe portargli via il trofeo abbrancato dopo tanta paziente attesa. Catturare l’agile e fuggente cerva significa fissare il volatile ovvero addomesticare le emozioni grazie all’intelletto, opera che gli alchimisti chiamano