Dagli angeli del Caravaggio all’androgino alchemico

Dagli angeli del Caravaggio all’androgino alchemico

in una figura ambigua, dai fianchi larghi e i deltoidi pronunciati. Un misto tra una giovane ancella coperta a mala pena da un candido lenzuolo e un atleta dai muscoli allenati. Un ermafrodito»1. Anche nella prima versione del “San Matteo e l’angelo”, andata distrutta sul finire della seconda guerra mondiale a Berlino, l’angelo ha un ambiguo aspetto ermafrodito e una posa che ricorda «un gesto di seduzione»2. Michelangelo Merisi, noto come il Caravaggio, si istruì sull’alchimia presso il cardinale del Monte, suo mecenate e, tra il 1596 e il 1597, dipinse un’allegoria dell’opus alchemica e un androgino alchemico.

        Così com’è dipinto, l’angelo potrebbe rappresentare nell’economia dell’opera “Riposo durante la fuga in Egitto” il punto di congiungimento fra la terreità e la spiritualità o, per dirla con termini alchemici, potrebbe rappresentare la congiunzione tra la fissità e la volatilità. Osservando l’opera in questione da sinistra verso destra, si può cogliere la raffigurazione di un percorso di elevazione spirituale ufficialmente interpretato come il pellegrinaggio di salvezza del cristiano. «San Giuseppe sedente» occupa la prima metà del quadro caratterizzata da un suolo brullo e sassoso. Alla sua destra, per terra, giace un fiasco, probabile allusione all’antica usanza di conservare gli scritti della sapienza tradizionale arrotolati in una giara allo scopo di custodire e trasmettere gli insegnamenti; inoltre siede su di un sacco, simbolo della protezione divina e della speranza in un’esistenza ultraterrena3. Alle spalle del santo vi è un asino che potrebbe essere sì un richiamo alla simbologia della tradizione della natività, ma anche il cenno agli elementi emozionali che muovono dall’istinto dell’uomo e che ancorano a «una vita che si svolge tutta sul piano terrestre e sensuale»4 e dai quali occorre spogliarsi per entrare «nella intimità della conoscenza divina»5. «Dall’altro lato siede la Madonna, e piegando il capo sembra dormire col bambino in seno»; la vegetazione è lussureggiante e sono riconoscibili