Gli eroi son tutti giovani e belli … e portano la barba

Gli eroi son tutti giovani e belli … e portano la barba

        Cosa mette alla pari gli eroi del tempo pagano Ettore, Alessandro Magno e Giulio Cesare, i personaggi biblici Giosuè, re Davide e Giuda Maccabeo, i paladini della Cristianità re Artù, Carlo Magno e Goffredo di Buglione? Riuniti insieme per la prima volta nel poema cortese Vœux du paon (1312-1313) di Jacques de Longuyon, personificano gli ideali della cultura cortese – cavalleresca e insieme incarnano tutte le virtù del perfetto cavaliere. Tre eroi pagani; tre eroi dell’Antico Testamento; tre eroi cristiani. Tutti furono nobili guerrieri che recarono onore e gloria alle proprie nazioni per i fatti d’arme che li videro protagonisti. Tutti, a testimonianza del loro eroismo, portano una barba d’oro1.

        Non soltanto gli eroi, ma anche i monarchi, i filosofi e le divinità maggiori sono sovente rappresentati con la barba. Perfino in Egitto, dove era consuetudine radere i peli di tutto il corpo, era privilegio di Dei e re indossare una barba posticcia con la punta piegata in avanti, fissata al mento con un filo passante sulle guance; lo stesso tipo di barba che è riprodotta nella maschera funeraria di Tutankhamon. Anche le regine egizie sono rappresentate con simili barbe poste a indicare grandezza analoga a quella degli uomini.

        Prima che fosse ostaggio della moda, prima dell’avvento degli Hipster – termine che oramai (ahimè) è divenuto nell’uso sinonimo di barbuto –, la barba fu simbolo di coraggio, virilità, saggezza. Dati i tempi, però, è opportuno citare un antico proverbio armeno che pone un giusto limite e costringe ad un’umile riflessione: «Se dietro ad ogni barba ci fosse saggezza, tutte le capre sarebbero profeti».