Geografia e esoterismo. La proiezione cordiforme di Mercatore

Geografia e esoterismo. La proiezione cordiforme di Mercatore

        Il matematico, astrologo e cartografo francese Oronce Finé fu fra i primi a rappresentare il globo sul piano con una proiezione a forma di cuore. Aggiornandola in accordo con le ultime scoperte geografiche del tempo, Mercatore disegnò la propria carta del mondo rappresentandolo con una doppia proiezione cordiforme. Mercatore fu un cosmografo – come Tolomeo e il cartografo di Hereford – e il principale obiettivo del suo lavoro fu rinvenire lo schema universale dei cieli, della terra, del ruolo dell’umanità nel cosmo. Studiò filosofia presso l’università di Lovanio, la stessa dove si era formato Erasmo da Rotterdam, e lì si lasciò attrarre dall’idea che fosse possibile, attraverso la geografia, studiare il creato in tutti i suoi aspetti: fisico, politico, ma soprattutto filosofico e teologico. Le cronache del 1544 lo annoverano fra i ricercati dall’autorità politica e religiosa degli Asburgo perché sospettato di essere vicino alle idee eretiche del luteranesimo. È – anche – alla luce della teologia luterana che la proiezione cordiforme assume un significato peculiare, tanto da portare gli esperti ad affermare che «tutti i cartografi del XVI secolo che adottarono la proiezione cordiforme ebbero simpatie ermetiche e riformate»1.

        Per la teologia luterana il cuore è la sede delle emozioni e perciò è centrale nell’esperienza di fede. La rappresentazione del cuore nelle opere prodotte dall’uomo è un atto devozionale. Oltre a quella religiosa, la proiezione di Mercatore potrebbe aver espresso un messaggio dalla valenza esoterica. La diffusione delle proiezioni cordiformi entro specifici ambienti di riferimento fa supporre che i cartografi che ne fecero uso fossero parte di una rete che condivideva uguali idee spirituali e intellettuali. La scelta di rappresentare il globo secondo le regole scientifiche di questa proiezione non deve, dunque, considerarsi fortuita scelta fra le tante a disposizione, ma un obbligo per quei cartografi-filosofi che condividevano certi ideali e la stessa visione filosofico-concettuale dell’universo. La scelta di rappresentare un globo su una