Studio sulle interpretazioni simbologiche della spada

Studio sulle interpretazioni simbologiche della spada

        La letteratura cavalleresca ha al centro un tipo di spada che rimanda ad allegorie peculiari che la differenziano fortemente dai generi di spada che l’hanno preceduta nei secoli, più che per il metallo con il quale è forgiata, per la sua forma.

        La spada del cavaliere è forgiata con il ferro, metallo che ha un valore sacro presso molti popoli1. Antichi miti raccontano che le prime spade in ferro sono state forgiate con il metallo estratto dalle meteoriti. Il “metallo del cielo” conferiva a queste armi la qualità di “spade divine” e anche la loro fabbricazione assumeva una valenza sacrale – specie in Oriente – e il lavoro nelle fucine assumeva i tratti tipici delle celebrazioni dei riti nei templi: gli armaioli indossavano abiti rituali2 e si applicavano in un susseguirsi di operazioni prestabilite che avevano assunto una funzione mistica, tale da attribuire al prodotto di quella lavorazione una dignità celeste. Le tecniche venivano tramandate con discrezione dal maestro all’apprendista così che il segreto per un’ottima tempra non divenisse di pubblica conoscenza.

        La lavorazione delle lame in ferro si presta a immediate correlazioni con il lavoro di perfezionamento degli iniziati: il materiale grezzo subisce una trasformazione e affinato dall’azione del Fuoco e dell’Acqua viene liberato dalle scorie, divenendo “Acciaio dei filosofi”. La lama levigata, che è in grado di riflettere la luce, è l’allegoria di un essere purificato in grado di partecipare all’Opera dell’Essere Supremo. La sua dimensione è, però, ancora imperfetta poiché non rifulge di luce propria.

        Il Cattolicesimo ha messo in luce la dualità della spada e l’ha intesa più di altre dottrine come strumento sia pratico che esoterico. La Cristianità ha attribuito alla spada la doppia natura di difesa del popolo di Dio e amministratrice della Giustizia terrena; è sia grazia che punizione. Inoltre, sempre nell’Europa medievale, nasce l’idea di un cavaliere armato di una spada che ha il compito di essere “difesa contro” e “punizione per” i nemici del mondo fisico e i nemici del mondo spirituale. Combatte la «grande guerra santa» che «è la lotta dell’uomo contro i nemici che egli ha in se stesso» e la «piccola guerra santa», la guerra dei campi di battaglia, «diretta contro coloro che turbano