Kiku, il crisantemo

Kiku, il crisantemo

        L’aristocrazia giapponese considerava il crisantemo simbolo di pace, longevità e nobiltà d’animo. L’imperatore Go-Toba-Tennō (in carica dal 1183 al 1198) lo adottò quale simbolo della sua casata. Fu istituita una festa da celebrarsi il nono giorno del nono mese, Kiku no Sekku (il giorno del crisantemo). Poiché la sua fioritura avviene in concomitanza con l’arrivo dei primi freddi, si pensava che sbocciasse per suggellare il periodo dell’anno attivo e vivace per l’influenza esercitata dal sole. E lo stesso Kiku è simbolo di luce: la sua figura stilizzata fa dei petali del fiore gli infiniti raggi del sole. Un’antica tradizione nipponica – nell’ambito dei rituali curativi – suggerisce di porre un batuffolo di cotone sul fiore alla vigilia del giorno della festa e di utilizzarlo, bagnato della rugiada della mattina seguente, per la pulizia rituale del corpo al fine di purificarsi. Questa pratica, secondo il folclore, aiuta a mantenere la forza del sole nel freddo dell’inverno scongiurando un calo dell’energia vitale degli uomini quando la luce solare è fioca1.

        Il solstizio d’estate sancisce l’inizio della bella stagione, ma le ore di luce cominciano a diminuire. Troviamo il modo di portare il sole dentro noi stessi affinché il nostro spirito, in inverno, non perda forza e vigore2.