Liebe, heiBgeliebte Frau (Un miracolo di San Nicola)

Liebe, heiBgeliebte Frau (Un miracolo di San Nicola)

Cara, amatissima moglie,
ho ricevuto la tua ultima lettera e saprai bene che l’ho accolta con grande affetto e gioia. Nel leggerla mi sono commosso e puoi capirmi: da molto tempo non ti vedo, da troppo sono lontano dalle tue amorevoli braccia. Ma seppure è dura la vita del soldato, sappi che non la disprezzo per via del suo significato più profondo. Il sacrificio per la patria è quanto di più grande un uomo possa compiere e semmai dovesse consumarsi l’estremo soffio della mia vita non esserne triste né mai disprezzerai la terra per la quale sarò morto. Rimani vicino alla mia diletta madre: consola la povera donna, perché meno forte di te, questo è sicuro. Chiedi coraggio al mio adorato padre: le sue forti spalle sapranno sorreggere il suo ed il tuo dispiacere insieme. Con tristezza devo dirti che molti sono i morti fra i miei compagni. Pregate per me e per loro, ma di me non disperate mai. Ho scambiato per un quaderno qualche sigaretta. Ci sono ancora buone pagine bianche ed ho deciso che ne farò un diario. Lo userò per parlare a te, come se tu mi fossi al fianco. Nei momenti di quiete mi sarà buon amico e compagno nella solitudine. Invidio te per la compagnia dei genitori e della tua dolce sorella. Soffro per te perché nel cuore sento che tutto lasceresti per un po’ della mia compagnia. Lo so perché anche io rinuncerei volentieri a mille dei battiti concessi al mio cuore per una sola ora con te. Ma oggi so che ti rivedrò presto, perchè oggi ho visto accadere un miracolo. Come saprai l’italiano ci ha voltato le spalle e la mia colonna si è mossa dall’accampamento per risalire verso Nord, dove ancora i fascisti resistono. Abbiamo attraversato un piccolo ponte che già avevamo minato da tempo. Una volta oltrepassato il ponte ho dato l’ordine di fare brillare le cariche. Potevamo andare via, non ci seguiva nessuno e non dovevamo temere alcun pericolo dagli abitanti del piccolo borgo che ci eravamo lasciato alle spalle. Già ti ho scritto che zelante soldato sia die Oberstleutnant: ha fatto puntare i Minenwerfen verso le case. Sarebbe stato un eccidio. Mi rifiutavo di dare l’ordine, ed i soldati si sarebbero rifiutati di eseguirlo. D’un tratto si avvicina alle postazioni un uomo di chiesa; ci dice di prendere i pezzi d’artiglieria e di andare via. Die Oberstleutnant nel frattempo, raggiungendo la linea di tiro, urlando con furia ordina il fuoco. Ma l’anziano prelato, con tono deciso ed autorità, lo zittisce. Mi aspettavo che lo freddasse lì sul posto. Eppure non ha reagito. Non un fiato, non una parola. Si è lasciato convincere che sarebbe stato un gesto folle ed inutile quello di colpire un inerme paese di povera gente. Ci fu ordinato di rimetterci in marcia, e di corsa, ché già si era perso del tempo prezioso. Cosa pensare se non ad un miracolo? Un soldato decorato ed orgoglioso che