Un giro di notte

Un giro di notte

Cappella San Nicola

        Cominci a sentirti un nostalgico quando sei sveglio nel cuore della notte, una notte per finta di quelle che non hai sonno perché non ce l’hai il tempo per dormire, diciamo alle tre, e insiste forte la premura di vestirti e di uscire a camminare per le strade del paese. Lo fai con uno spirito diverso dal solito: non procedi di fretta perché non hai un posto dove arrivare e allora ti godi ogni metro di quelle vie, ogni passo attraverso le abitazioni, apprezzi il silenzio del centro nelle ore notturne, respiri l’aria fresca di un’estate quasi alla sua fine e benefici del brillore di una luna turca che si tiene su per chissà quale generosa e risoluta volontà. Passeggi in silenzio. Osservi i dettagli, li studi a memoria. Certi posti te li porti già dentro così come li hai visti da bambino. Sono un bel po’ cambiati da allora e gli occhi lo sanno, ma continuano a vederli come in quegli anni lì. Hai sempre sognato di partire, hai sempre creduto di volerlo fare perché tanto, in qualche modo, tornare è facile. Forse, però, non è più il tempo giusto. Sarebbe stato meglio farlo qualche estate fa, quando il piccolo paese ti stava stretto addosso. Adesso è ancora piccolo, ma sa di accogliente, intimo, personale. Passeggi in silenzio e silenziosamente sei riuscito a ripercorrerle tutte quelle strade e ti fermi sotto alle ultime finestre che incontri e che incominciano ad accendersi delle prime luci di questa domenica. È ancora buio e lì dove finisce il paese e incomincia il mondo scorgi la luce di un faro che innumerevoli volte ti ha indicato il porto, la fiamma che negli anni, per prima, ti ha scaldato il cuore al termine dei lunghi viaggi, il fuoco che ti accende di gioia ricevendoti nel solo posto che davvero chiami casa.