Il settimo giorno. Considerazioni riguardo al terzo comandamento

Il settimo giorno. Considerazioni riguardo al terzo comandamento

        «Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.» (Libro dell’Esodo 20:8-11)

        Per gli israeliti il giorno del Signore – la principale festa da santificare – è il Sabato: un giorno di assoluto riposo dalle fatiche del corpo, da consacrare unicamente alla preghiera. Per i cristiani, invece, il giorno del Signore è divenuto la Domenica poiché si festeggia la resurrezione di Cristo avvenuta il primo giorno dopo il Sabato (Gv 20:19). Per le comunità cristiane la Domenica è il giorno migliore per concretizzare l’amore verso Dio: Egli è ovunque ed è sempre vicino ai suoi figli, il corpo dei cristiani è tempio dello spirito (Non sapete che siete tempio di Dio e che lo spirito di Dio abita in voi? – 1 Cor 3:16), ma è necessario che nel giorno del Signore i cristiani vivano l’eucaristia e la comunione con i fratelli nei luoghi dedicati alla preghiera, in particolare nelle chiese. È anche e soprattutto un giorno che deve avvicinare alla famiglia ed al prossimo, non di meno a se stessi.

        La Domenica è per rinfrancare lo spirito e per riposarsi nel corpo. Il comando di riservare un giorno di pace e tranquillità è un invito a dedicarsi agli affetti della famiglia ed a concedersi attimi di preghiera e di raccoglimento.

        L’insegnamento che possiamo trarre dal terzo comandamento di Dio è che è necessario prendersi cura del nostro spirito. Senza crearsi delle regole su come meditare, quanto a lungo, riguardo quali argomenti, è giusto concedersi del tempo in serenità per vivere quel giorno fatto per gli uomini. Il giorno della meditazione – per lo spirito nel giorno dello spirito – offre la possibilità di sviscerare gli eventi, le azioni compiute, le parole pronunciate. Analizzare in modo critico le proprie azioni può consentire un miglioramento della persona che si rende conto di eventuali errori commessi per non ripeterli in futuro e insistere, invece, su quelle che si crede siano delle buone cose. In questo senso, assimilando le conclusioni del proprio ponderare e trasformando in gesti concreti quanto appreso dalle proprie riflessioni, si genera un comportamento sano, civile.